4 Febbraio 2016

Carnevale, stanotte: di Lino Manocchia

Epicuro: La gioia e il mondo senza sorriso

Carnevale
New York 04/02/2016

Flaccide nubi s’afflosciano sulla notturna metropoli, nell’umido disfarsi senza minaccia, greve l’aria d’intorno; riverberi di vetrine, e gocce sull’asfalto, scricchiolanti, fruscianti sul gonfio ventre del fiume Hudson. Squallidi passanti traghettano ponti di solitudine. Squallido, varco anche io il mio ponte, altre solitudini m’attendono al di la’, insieme tenteremo d’arraffarci briciole di vecchia vita e gioie umane.
Carnevale, stanotte.
Non e’ un fenomeno del tempo che corre, della vita che si vive nell’ambiente in cui si vive. Certo i carnevali di ieri, quelli di Venezia, di Viareggio, sopratutto quelli Fiorentini di meta’ quattrocento, erano molto piu’ sinceri e significativi. Che mai possa essere-

Categoria: Maria Teresa Orsini
Autore: Artemia Edizioni

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Una risposta a “Carnevale, stanotte: di Lino Manocchia”

  1. Pier Luigi Guerrieri ha detto:

    Il suo e’ un carnevale che fa
    riflettere. Complimenti per questo profondo punto di vista.

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